L’obiettivo è comune e condiviso: ridurre l’utilizzo del glifosate e promuovere la sostenibilità ambientale. Un patto che hanno sancito oggi Regione e Distretto rurale Vivaistico ornamentale con l’Associazione Vivaisti Italiani firmando un protocollo d’intesa che introduce buone pratiche nelle coltivazioni vivaistiche per contribuire alla massima riduzione nell’uso di prodotti fitosanitari, in particolare glifosate e lavorare per un ambiente più sostenibile. Come annunciato nella decisione approvata in giunta, il protocollo punta a condividere e fissare impegni precisi delle parti.

Il patto sancito in Regione con l’associazione vivaisti

“Abbiamo firmato un patto e lanciamo insieme una sfida – ha detto il presidente Rossi – Con le forze imprenditoriali del comparto vivaistico, tra i più reputati del mondo, di qualità e di eccellenza, dopo aver fissato una data sulla questione glifosate, dicembre 2021, e aver imposto vincoli dove la legge ce lo consente, puntiamo a fare un marchio “glifosate free”, una scommessa anche in termini di competitività perché negli ultimi tempi è avvenuto un cambiamento di mentalità nella cultura delle persone: vinceranno quelle imprese che vinceranno la sfida di produrre senza inquinare e che sapranno liberarsi da un chimica che crea problemi. E siccome qua abbiamo i migliori imprenditori nel settore del vivaismo, arriveranno sicuramente primi. Una scommessa che sono orgoglioso di fare con loro. Aggiungo che non bisogna dimenticare che il comparto vivaistico contribuisce alla riduzione della Co2. All’ambientalismo talvolta esasperato e isterico facciamo presente e diciamo che tutte queste piante, oltre a essere una cifra di qualità, rappresentano un contributo importante per la riduzione dell’anidride carbonica, in linea con la nostra strategia Toscana carbon neutral”.

“L’obiettivo di una regione glifosate free al 2021- ha detto l’assessore all’ambiente Federica Fratoni – lo si raggiunge solo con un grande patto con le imprese che si sono dichiarate subito disponibili e hanno capito che l’ecocompatibilità è un fattore di grande competitività sul mercato e quello che firmiamo oggi è un accordo che va in questa direzione. Dopo che la Regione ha approvato il divieto dell’uso del glifosate nelle zone di salvaguardia e di captazione delle acque per quanto riguarda i pozzi e le acque superficlali, vogliamo affrancarci dall’utilizzo di questa sostanza potenzialmente cancerogena, come ci dicono gli studi scientifici in materia, attraverso un’azione combinata. Quindi enti di controllo da una parte e buone pratiche dall’altra che le aziende vivaistiche, che da tempo sono sensibili a questo tema e su questa strada si stanno muovendo, riusciranno a mettere in campo”.

“La firma di oggi – è il commento dell’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi – rappresenta l’inizio concreto di un percorso che vogliamo intraprendere con la stessa modalità che abbiamo messo in opera col distretto vivaistico: cioè sul terreno del confronto e degli accordi e senza fare forzature. In questo modo credo che potremo raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissi per il 2021: e cioè il divieto di utilizzare questo diserbante. Questa è la strada giusta, ne sono convinto: e ora continueremo a confrontarci con i soggetti disposti a utilizzare le migliori pratiche agronomiche per salvaguardare l’ambiente in cui viviamo”.

Primo impegno fra tutti, quello di attivare forme di collaborazione e di coordinamento tra i soggetti firmatari. Sarà istituito un tavolo di confronto, coordinato dalla Regione che avrà l’obiettivo di condividere il quadro conoscitivo, individuare le azioni da adottare per il raggiungimento degli obiettivi del protocollo e predisporre buone pratiche nelle coltivazioni vivaistiche. La Regione da parte sua si impegna, tra le altre cose, a individuare risorse specifiche nella programmazione di fondi comunitari nella programmazione 2021–2028; a valutare la possibilità di finanziare attività specifiche di Arpat aggiuntive riguardo il monitoraggio delle acque, definire le buone pratiche ambientali e agronomiche nell’utilizzo dei fitofarmaci per ridurne l’impatto sulle acque superficiali e sotterranee per attuare tra l’altro:

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– il recupero delle acque di coltivazione

– il contenimento del ruscellamento nel reticolo idraulico delle acque meteoriche dalle superfici impermeabilizzate

– la verifica dell’eventuale infiltrazione delle acque di dilavamento verso le opere di derivazione ed interconnessione superficie/sottosuolo.

Inoltre, si impegna a promuovere, sostenere e valorizzare, anche all’ interno dei propri programmi, inclusi quelli relativi all’utilizzo dei fondi della Comunità Europea, il conseguimento delle certificazioni ambientali.

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