Nella mattinata di ieri i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di
Tropea, su input del nucleo investigativo del comando provinciale di Pistoia, hanno
eseguito il sequestro di una villa indipendente sul mare, ubicata nel Comune di Ricadi (Vibo Valentia), adibita a casa vacanze in una zona di pregio della Calabria dal punto di vista turistico e paesaggistico, sul versante della costa tirrenica.

Nuovo sequestro: immobile intestato però a terzi

Il provvedimento è stato eseguito in ragione degli ulteriori approfondimenti investigativi eseguiti dall’Arma di Pistoia i quali hanno consentito di acquisire plurimi elementi tali da poter ritenere che il citato immobile, pur essendo intestato fittiziamente ad affine di 3° grado, di fatto è ritenuto patrimonio personale di Ignazio Ferrante.

Quest’ultimo il 23 maggio 2018 era stato arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo di Pistoia, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Pistoia, all’esito di complessa e prolungata attività d’indagine ampiamente descritta nel corso della conferenza stampa che fu presieduta dal magistrato inquirente, Claudio Curreli ed alla quale avevano partecipato i vertici provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Quest’ultimo sequestro (valore ammontante a circa 300.000 euro) è un ulteriore colpo inferto al patrimonio illecitamente conseguito e che si aggiunge ai già cospicui sequestri eseguiti dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza per i quali, peraltro, è stata recentemente data nuovamente notizia rimarcando che per molti di essi il Tribunale di Firenze ha già disposto la confisca.

L’indagine “AMICI NOSTRI”

A maggio 2018 Ferrante era stato portato in carcere insieme ad un’altra persona, mentre in 25 erano finiti agli arresti domiciliari e uno era stato sottoposto all’obbligo di dimora. Due indagini distinte, convenzionalmente denominate “AMICI NOSTRI” e “PLURIBUS” sono poi confluite in un unico procedimento penale nel cui ambito hanno svolto sinergiche investigazioni il nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale Carabinieri e il nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Pistoia, denunciando complessivamente 163 persone.

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Ferrante, 53 anni, originario della provincia di Reggio Calabria, domiciliato a Pieve a Nievole , pregiudicato, ex commercialista radiato dall’Albo, condannato per associazione per delinquere di tipo mafioso (art. 416/bis) era finito così in carcere e a ottobre 2018 era stato messo ai domiciliari.

«Le investigazioni congiunte – avevano spiegato gli inquirenti – hanno consentito di individuare una struttura delinquenziale composta da imprenditori, operanti in vari settori economici, organizzata anche con l’ausilio di commercialisti. La stessa si adoperava, allo scopo di agevolare alcuni clienti imprenditori, attivi nella provincia di Pistoia, nelle commissioni di delitti di bancarotta fraudolenta, evasione fiscale ed elusione fiscale, nonché illecito impiego di capitali, trasferiti anche all’estero per venti milioni di euro, perpetrati per almeno dieci anni, arrecando un danno complessivo (nei confronti dei creditori terzi e dell’Erario) pari a oltre cinquanta milioni di Euro».

Nello specifico, «le imprese coinvolte venivano fraudolentemente “svuotate” delle proprie risorse aziendali, attraverso il depauperamento dell’attivo, determinandone l’insolvenza ed, in alcuni casi, il fallimento. Inoltre nel corso delle indagini è stato accertato che quanto fraudolentemente distratto veniva illecitamente reimpiegato/riciclato in nuove realtà imprenditoriali che, di fatto, subentravano alle imprese fallite o insolventi e ne proseguivano l’attività, anche attraverso “prestanome”».

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