Andrà avanti per tre anni e interesserà gran parte del territorio della provincia di Pistoia dedito all’attività florovivaistica. E’ il progetto “Vivai e Salute”, condotto dalla Asl Toscana centro e finanziato dalla Regione con 195.000 euro, per valutare il rischio per la salute dei lavoratori impiegati nelle aziende florovivaistiche del territorio pistoiese a fronte di una possibile esposizione all’utilizzo di fitofarmaci; avviato ora, si concluderà nel giugno 2022, quando verranno diffusi i risultati. Il progetto è stato approvato con una delibera portata in giunta dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, nel corso dell’ultima seduta.

Progetto finanziato dalla Regione con 195mila euro

L’attività florovivaistica interessa, com’è noto, una parte molto estesa del territorio della provincia di Pistoia, e rappresenta una delle principali voci dell’economia, offrendo consistenti opportunità occupazionali e di reddito. La concentrazione geografica della produzione vivaistica pistoiese è di intensità non riscontrabile in nessun altra località al mondo. Perciò anche l’indagine epidemiologica sull’impatto ambientale e sanitario che sta per iniziare è di interesse e livello internazionali.

“Il tipo di attività lavorativa che si svolge nei vivai – osserva l’assessore Stefania Saccardi – si accompagna all’uso intensivo di prodotti fitosanitari, con potenziale impatto ambientale e sanitario. L’esposizione a fitosanitari interessa direttamente chi lavora nelle aziende florovivaistiche, ma in modo diretto o indiretto anche la popolazione che abita nelle vicinanze. Per questo come Regione abbiamo deciso di sostenere e finanziare questo progetto della Asl Toscana centro, che potrà dare risultati interessanti e utili a indirizzare l’attività florovivaistica nella direzione migliore per la salute e per l’ambiente”.

“Si tratta del proseguimento di un’attività di indagine molto preziosa ai fini della tutela ambientale e della salute umana – ha detto l’assessore all’ambiente Federica Fratoni – nonché di un tassello essenziale del patto che la Regione Toscana sta definendo con il Distretto vivaistico e l’Associazione vivaisti italiani per orientare sempre più la produzione verso i principi della sostenibilità. Le imprese chiedono oggi alle istituzioni di essere supportate in questo percorso poiché costituisce un’opportunità concreta di miglioramento delle proprie produzioni e un accrescimento della competitività del comparto. Per questo porteremo avanti il tavolo di confronto con le aziende, i Comuni, le Università e le associazioni ambientaliste, perché solo attraverso un patto che responsabilizzi tutti i soggetti coinvolti è possibile conseguire risultati tangibili”.

Fin dal 2005 il Centro di riferimento regionale prevenzione, igiene e sicurezza nel florovivaismo della Asl Toscana centro (che prima afferiva al Pissl, Prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro, della ex Asl 3 di Pistoia) ha condotto valutazioni sulla diffusione dell’uso dei pesticidi in ambienti di lavoro vivaistico e sulla sicurezza degli addetti, in campioni di aziende del settore. Ma negli oltre 10 anni di attività, la principale criticità è stata la parziale e incostante partecipazione delle aziende e la difficoltà ad accedere alle banche dati dei registri dei fitosanitari. Anche gli studi sulla salute degli addetti dei vivai hanno registrato alcune difficoltà per completezza e qualità dei dati.

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Ora dalle aziende del settore è emersa la volontà di favorire l’accesso ai propri archivi sugli esposti occupazionali e sull’uso dei fitosanitari. E l’aumentata sensibilità della popolazione ai temi ambientali e sui rischi della contaminazione da fitosanitari pone la comunità pistoiese di fronte al problema di come conciliare l’opportunità di sviluppo occupazionale e ricchezza con la sostenibilità ambientale e la sicurezza per la salute.

Valutare il rischio per la salute degli addetti nelle aziende

Il progetto “Vivai e salute” ha lo scopo di valutare il rischio per la salute degli addetti delle aziende vivaistiche, con particolare attenzione all’uso dei fitofarmaci, facilitando alleanze per la corretta applicazione delle migliori buone pratiche aziendali.

Nel corso dei tre anni verrà monitorata la salute dei lavoratori, con particolare riferimento al rischio chimico, gli andamenti delle malattie professionali e dei problemi sanitari; verranno identificate tutte le attività produttive vivaistiche, e verrà anche censita la porzione di territorio e le abitazioni ad uso civile interessate dall’attiività; sarà fatto un monitoraggio dell’uso di fitofarmaci nelle aziende. Alla fine, i risultati verranno resi pubblici su uno spazio web dedicato. Sono previsti anche due momenti di diffusione dei risultati, uno a carattere scientifico, uno a carattere mediatico.

I dati sull’attività florovivaistica in provincia di Pistoia

– quasi 1.500 aziende (1.453);

– 3.600 occupati diretti e circa 3.000 indiretti;

– oltre 5.000 ettari ad uso vivai nella piana pistoiese e in parte in Val di Nievole;

– 600 milioni di fatturato (in crescita), un terzo del fatturato toale agricolo toscano;

– export in 56 Paesi del mondo;

– è la prima voce dell’export dell’area pistoiese, pari a quasi 20 euro ogni 100 euro di export pistoiese.

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