Si è celebrata ieri la seconda udienza del processo a Oreste Giurlani con il teste dell’accusa, l’economo dell’Uncem Luca Orsi. Le prossime udienze sono state fissate per il 21 novembre e 18 febbraio, mentre ancora non è stata calendarizzata la serie di 72 testimoni della difesa che sono stati ammessi al processo stesso di Firenze.

Le dichiarazioni dell’economo dell’Uncem

“Come tanti altri abbiamo avuto modo di apprendere quello che è emerso durante la fase processuale che ha fornito molte spiegazioni interessanti su temi che hanno caratterizzato la fase mediatica di questo processo. In particolare le dichiarazioni di Orsi hanno fatto luce su tre elementi che erano stati considerati un po’ i capisaldi delle accuse nei confronti dell’ex-presidente Uncem Giurlani. Per quanto riguarda i tanto evocati e citati cappotti, è stato definitivamente confermato che questi capi di abbigliamento sono stati acquistati da Giurlani per conto dell’Uncem e consegnati al senatore del Delaware Harris Mc Dowell, come ricordo della sua presenza in Italia. Mc Dowell, stretto collaboratore dell’allora presidente degli Usa Barack Obama, era venuto in Toscana per pianificare una serie di progetti, fra i quali uno riguardante Leonardo che, per una serie di motivi burocratici italiani, si sono arenati. Una vicenda, tra l’altro, ben descritta nel libro di Giurlani “La montagna ci insegna”.

Altro elemento spesso riportato sono stati, in questi mesi, i telefoni.

“Anche per questo aspetto è stato chiarito che Giurlani di telefoni ne aveva in dotazione due, mentre gli altri sono stati usati per i vari progetti, facevano parte della rendicontazione della regione Toscana e, soprattutto, che venivano poi riportati all’Uncem, dove molti dei quali sono ancora presenti. Molta curiosità si era appuntata anche sul presunto acquisto da parte di Giurlani di materiale sportivo. Anche in questo caso in aula è stato ben chiarito che il materiale sportivo altro non era che giubbotti invernali marcati Uncem che venivano distribuiti in modo promozionale nell’ambito del progetto ufficiale Toscana Neve che Uncem aveva realizzato insieme a diversi comuni montani, fra i quali l’Amiata e l’Abetone, per incentivare il turismo sportivo”.

“Crediamo sia giusto informare la popolazione che ha letto e sentito, specialmente su questi tre elementi in particolare, tanti discorsi e tante ipotesi, su quello che è effettivamente emerso durante il dibattimento processuale”, ha concluso la lista Pescia Cambia.

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