Dopo un post su Facebook particolarmente polemico da parte dell’ex sindaco di Pistoia, Samuele Bertinelli, l’attuale primo cittadino Alessandro Tomasi ha risposto in merito alla situazione del Museo Marino Marini e le voci di un possibile trasferimento in toto di tutta l’attività a Firenze.

Bertinelli contro Tomasi: è scontro durissimo

Questo il post sul proprio profilo Facebook lanciato nella prima mattina di lunedì 2 dicembre dall’ex primo cittadino di Pistoia, Samuele Bertinelli che si scaglia apertamente contro Tomasi.

Di seguito la risposta del sindaco Alessandro Tomasi che ribatte alle accuse di Samuele Bertinelli.

L’ultimo incontro tra il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e il sindaco di Firenze Dario Nardella, risale al 23 ottobre scorso.

«Nell’ambito di quella riunione – spiega Tomasi– ho chiesto al sindaco e all’assessore alla cultura di Firenze una lettera formale – arrivata in queste ore – per ufficializzare l’estraneità del Comune fiorentino rispetto all’idea della Fondazione Marini San Pancrazio di spostare le opere del Maestro privando la nostra città di quel patrimonio che fu donato a Pistoia per volontà della moglie Mercedes Pedrazzini e che, anche in virtù di questo atto testamentario, restano indissolubilmente legate alla nostra città. Non solo: la Soprintendenza – va avanti il sindaco – ha avviato le procedure per porre un vincolo di pertinenza tra le opere di Marini e il luogo in cui sono esposte, nel Complesso del Tau. Mi sono rapportato sempre con tutti i soggetti pubblici per impedire l’idea di uno spostamento delle opere che priverebbe Pistoia di un patrimonio enorme, incalcolabile, senza incidere sulla città di Firenze. In questi ultimi mesi abbiamo portato avanti con impegno un lavoro finalizzato proprio a respingere l’idea di spostamento. Grazie all’assessore Monica Barni, abbiamo coinvolto la Regione Toscana, che si è detta perplessa e contraria all’operazione di trasferimento, e l’Amministrazione comunale di Firenze, secondo cui “ad oggi non è prevista l’acquisizione del patrimonio pistoiese” e mai è stata ricevuta alcuna comunicazione formale in merito ad un eventuale trasferimento, come lo stesso sindaco Nardella scrive nella lettera che abbiamo ricevuto. Sull’idea della Fondazione Marini San Pancrazio – sottolinea il sindaco – esistono una lettera di intenti della Fondazione stessa e la votazione del consiglio di amministrazione della Fondazione Marino Marini con il voto contrario mio, e quindi del Comune di Pistoia, e del Soprintendente dottor Andrea Pessina. Hanno invece votato a sostegno del Polo unico di Firenze il presidente Paolo Pedrazzini e gli altri consiglieri. Non ci faremo portare via le opere del Maestro Marini – sottolinea il sindaco Tomasi – proprio per questo continueremo sulla via intrapresa già nei mesi scorsi, supportati dai documenti esistenti che ci danno piena ragione. Dunque ad oggi non esiste alcun progetto concreto, non esiste un accordo né una condivisione con gli enti pubblici. Nel consiglio di amministrazione appena concluso, ho ribadito la piena disponibilità a valorizzare le opere nella collocazione pistoiese in virtù proprio di quel vincolo indissolubile che lega Pistoia al Maestro».

Il sindaco Tomasi ripercorre le fasi della vicenda

Nel cda della Fondazione Marino Marini del 26 luglio 2018, tutto sembra andare in direzione opposta a quanto emerso negli ultimi mesi, tanto che il presidente della Fondazione propone addirittura di sospendere il contributo di 140mila euro al museo San Pancrazio di Firenze, contributo non di natura statutaria. Questa decisione viene votata all’unanimità con l’intenzione di potenziare ulteriormente altre attività, comprese quelle di Pistoia. Nel consiglio di amministrazione del 23 novembre 2018, però, lo stesso presidente chiede di ripristinare il contributo per il 2019 perché altrimenti il Comune di Firenze sarebbe dovuto intervenire con ulteriori finanziamenti al museo fiorentino. Il sindaco Alessandro Tomasi e la Soprintendenza votano contro la proposta. Tutti gli altri, a favore. Solo all’inizio del 2019 inizia a circolare, senza essere formalizzata, l’idea della costruzione di un unico museo per le opere di Marino Marini: ipotesi priva di qualsiasi valutazione sulla città. La svolta negativa arriva con il cda del marzo 2019, quando il presidente della Fondazione, Paolo Pedrazzini, pone sul tavolo del consiglio la proposta che qualora fosse pervenuto un progetto da parte della Fondazione Marini San Pancrazio su un unico museo a Firenze, con il trasferimento delle opere pistoiesi, il cda avrebbe preso in esame tale proposta. In quell’occasione il soprintendente Pessina rileva che tale ipotetico trasferimento sarebbe stato impossibile poiché contrario all’atto di donazione della moglie di Marini.

«Naturalmente – spiega il sindaco -non solo appoggiammo la posizione della Soprintendenza, esprimendo piena contrarietà a quanto portato sul tavolo del cda da Pedrazzini, ma manifestammo anche la volontà assoluta di mantenere le opere a Pistoia. Addirittura venne fatta una visita al complesso di San Lorenzo come possibile soluzione per la collocazione del polo museale unico per le opere del Maestro».

In seguito la Soprintendenza si dimette dal cda della Fondazione Marino Marini avviando immediatamente le procedure per porre un vincolo pertinenziale delle opere rispetto al Palazzo del Tau. Nel frattempo, come detto, vengono coinvolti la Regione Toscana e il sindaco di Firenze (interessato della questione dal sindaco Tomasi in due occasioni, l’ultima nell’ottobre scorso).

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A settembre 2019, infine, arriva un altro voto contrario del sindaco di Pistoia all’eventuale trasferimento delle opere di Marini a Firenze, sia per i motivi già espressi che per gli ingenti investimenti del Comune di Pistoia sul Complesso del Tau, sulla sua manutenzione e sulla guardiania (in passato furono anche trasferiti al museo alcuni dipendenti comunali).

Ad oggi, in sintesi, esiste quindi una lettera di intenti della Fondazione Marini San Pancrazio sulla volontà di fare un polo museale unico a Firenze e un voto del cda che si impegna a valutare un possibile progetto, su cui è stato espressa la contrarietà del Comune di Pistoia, oltre alla posizione del Comune di Firenze che esclude l’acquisizione del patrimonio pistoiese.

«Con gli altri soggetti pubblici coinvolti – conclude il sindaco – abbiamo condiviso una strategia di azione per evitare qualsiasi trasferimento delle opere. Nel frattempo abbiamo valorizzato una parte del patrimonio con la recente collocazione al Museo del Novecento di Palazzo Fabroni. Abbiamo sempre ribadito, e continueremo a farlo, il pieno impegno e la massima disponibilità per valorizzare le opere patrimonio della nostra città. L’ho fatto anche nel consiglio di amministrazione di oggi. Continueremo a batterci per tutelare l’indissolubile legame tra il Maestro Marini e Pistoia».

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